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Coppie gay, diritti e adozioni.

Uno dei temi più dibattuti, se non il più dibattuto in questi mesi e settimane è l’adozione da parte di coppie gay e i diritti degli omosessuali. Un tema caldissimo che vede fondamentalmente tre fronti scontrarsi, sia in contesti politici e che socio-culturali.

Da una parte c’è chi, bigottamente, esprime la sua omofobia, scontrandosi totalmente contro gli omosessuali e le unioni civili. Da un altra parte c’è chi accetta e riconosce questi diritti di unione tra coppie gay ed è favorevole anche al matrimonio religioso adottato in alcuni paesi, ma è contrario all’adozione di minori. Infine c’è chi è totalmente favorevole ad alcuni diritti rivendicati dalle coppie gay, adozione compresa.

Premesso che, come detto, tutto ciò sta avendo un impatto mediatico [sociallocker]di non poco conto, sia in ambito politico che sociale, c’è da dire che le decisioni sulle future leggi e normative, possono essere alterate e influenzate, passatemi il termine, da necessità, da ideologie politiche e quant’altro.

Personalmente, riconosco in pieno i diritti degli omosessuali in quanto tali; il diritto di esprimere la propria personalità e in alcuni casi la propria scelta di vita. Tuttavia pongo fermamente un limite a quello che sta diventando non solo un fenomeno esagerato ed esasperato, ma anche  un qualcosa che oltrepassa spesso il confine della natura umana .
Anche tra la comunità omosessuale esistono i cosiddetti “estremisti”, persone che vanno oltre il comune senso del giudizio e coscienza, oltre che il comune senso del pudore: manifestare per strada mezzi nudi  o con un abbigliamento che spesso, diciamola tutta, ha le sfumature della perversione oltre a comunicare un messaggio di masochismo culturale, non è sicuramente il modo di vincere una causa.

L’ egoismo di una parte di questa comunità, si infrange e cozza prepotentemente contro quell’altra parte che rivendica i propri diritti in modo equilibrato, di essere riconosciuti come tali, senza pretendere di voler cambiare quella che è la storia del mondo e dell’evoluzione umana, ma soprattutto senza pretendere artificiosamente di soddisfare il proprio bisogno di essere genitore a tutti i costi.

Personalmente, sono favorevole alle unioni civili, e anche a quelle matrimoniali religiose, consapevole che ciò tuteli entrambe le persone della coppia omosessuale, sia per quanto riguarda l’aspetto giuridico che socio-economico. Ciò accade anche per le coppie etero, perciò non vedo perchè non adottarlo nelle coppie omosessuali.

Riguardo all’adozione, sono fermamente contrario, per alcuni motivi semplici motivi.

In primo luogo, ogni minore, ha il diritto di nascere e crescere sia con la figura maschile e paterna che femminile materna , in quanto la famiglia e l’istinto primordiale animale di riproduzione e sopravvivenza che è in ognuno di noi, sancisce questa legge universale. In secondo luogo, il convivere con  entrambi le figure, forma e forgia il carattere di quella che sarà la persona adulta, che sin da piccolo deve riconoscere la differenza tra maschio e femmina, e le diverse sfaccettature di queste due persone, per poi in futuro rapportarsi con l’altro sesso oppure no. Si tratta in sostanza di metterlo in condizione di fare una “scelta futura” riguardo la sua vita sessuale.

Riguardo a ciò, trovo stupido e a volte vergognoso e ipocrita, fare il paragone tra alcune coppie gay che hanno avuto in adozione un minore e coppie etero che si sono rivelate non idonee a crescere un figlio. Ciò denota una chiusura mentale, ma di più un voler far leva su quelli che sono episodi di minoranza per un proprio tornaconto.

Nessuno mette in dubbio la buona fede e la buona volontà di alcune coppie gay che vorrebbero adottare un figlio e dargli un futuro  felice ed è altrettanto vero che spesso possono rivelarsi genitori e tutori di molti altri.

Tuttavia un minore ha bisogno di entrambi le figure e personalmente preferirei che bambini abbandonati siano affidati a coppie etero.

Se poi parliamo di utero in affitto, anche qui secondo me dovrebbe prevalere il buon senso in un ottica futura, per tutelare sia il minore che la “mamma”, che di fatto, nutrisce e cresce per 9 mesi un feto che sente, ascolta, percepisce e assimila per poi cederlo ad una coppia, magari pentendosene, chi lo sà.

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