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E-commerce, miniguida pratica – Parte 1

 

Prima di aprire un attività online, un e-commerce in questo caso, vi sono alcuni passi da seguire affinché si possa avere un quadro ben chiaro della situazione e farne una valutazione obiettiva. A livello di analisi e preparazione (ricerche di mercato, business plan , partita iva e documenti vari) è più o meno la stessa cosa che aprire un negozio su strada, di solito con costi inferiori; dico  questo perchè le grandi catene di distribuzione, i grandi marchi hanno spesso la loro attività online la cui gestione supera di gran lunga il costo di un negozietto tradizionale sotto casa.

Tornando al discorso e-commerce, credo che la prima operazione da fare è un analisi del mercato nel quale ci si vuole buttare, valutare attentamente la direzione da prendere, se fare un qualcosa di generalista dove offrire prodotti o articoli delle più svariate categorie, oppure scegliere un particolare settore di nicchia.

Le domande da porsi sono :

  • Cosa vendere?
  • A chi vendere?
  • C’ è richiesta sufficiente o domanda per la tipologia di articoli che voglio vendere?
  • Chi sono i miei concorrenti?

E-commerce generalista

La questione importante è  cosa vendere, tenendo conto dei diversi margini di ricavo per tipologia di prodotto; l’ High Tech per esempio è un  settore sicuramente tra i più saturi, e i margini di ricavo sono molto bassi per i rivenditori. Lo stesso vale per il settore Informatico dove se non si ha la possibilità di acquistare in grandi quantità o stock di prodotti, difficilmente si può entrare concretamente in un mercato che, oltretutto, cambia continuamente e velocemente.

I potenziali clienti in determinati settori, come quelli citati sopra, non mancano.

In questo caso la domanda da porsi è: come faccio a raggiungerli o a farmi trovare?

L’  equazione è abbastanza semplice:

 MERCATO SATURO= + CONCORRENZA=+ DIFFICOLTA’ AD ACQUISIRE CLIENTI

in questo caso, per esempio, i nostri concorrenti sono moltissimi: andremo a scontrarci con colossi come Ebay o Amazon, quest’ultimo ormai da qualche anno il primo sito di e-commerce al mondo. Oppure siti come Mediaworld, Mediashopping e via dicendo, per non parlare di realtà più piccole, degli innumerevoli e-commerce presenti online o che nascono ogni giorno.

Inutile quindi dire che bisogna avere le spalle larghe per competere o comunque farsi notare in rete, con conseguente aumento dei costi di gestione, mantenimento, pubblicità e promozione. Un altro ostacolo da superare è sicuramente la questione dei fornitori; anche qui dobbiamo fare i conti con il nostro budget a disposizione. La mia maturata esperienza come venditore su Ebay mi ha fatto capire quanto sia importante in questi casi avere a disposizione un vasto numero di articoli ai quali poter effettuare un ricarico sufficiente, per avere un guadagno congruo e soprattutto rimanere in linea con i prezzi di mercato,  equilibrio non sempre facile da raggiungere.

Nonostante ciò, esistono delle soluzioni abbastanza interessanti e valide come punto di partenza; una di queste è il dropship, detto in parole povere, la possibilità di avere a catalogo ad un prezzo vantaggioso un vasto assortimento di prodotti senza doverli acquistare prima, messi a disposizione da un fornitore; una volta effettuata la vendita, l’ ordine viene rigirato al fornitore o alla ditta, che provvede ad inviare l’ articolo al cliente: la differenza tra il prezzo a noi riservato e il prezzo di vendita è ovviamente il nostro guadagno. Le modalità di gestione del dropship (o drop ship)  sono varie e diverse, ma non mi dilungo in quanto se ne è già parlato.

Detto ciò, abbiamo visto brevemente  alcuni punti fondamentali da valutare quali la tipologia di prodotto, i concorrenti, la domanda  e l’ offerta, i ricavi, relativi nel caso di settori generalisti o comunque di largo consumo. Vediamo invece tutto ciò nell’ ottica di uno specifico settore.

Nicchia di mercato

E’  fuori discussione che la migliore strategia sarebbe aprire un e-commerce dove vendere prodotti o articoli specifici, magari realizzati da noi. In rete esistono alcune realtà concrete di e-commerce dove si trovano esclusivamente per esempio oggettistica, artigianato, creazioni artistiche, spesso prodotti in proprio. Senza andare oltre, una volta scelta il settore specifico, anche qui bisogna affrontare i punti precedenti.

Il punto di riferimento può essere la richiesta o la domanda per uno specifico prodotto, che può essere la soluzione ad un problema o semplicemente l’ interesse per un qualcosa di unico e introvabile, oppure un settore di nostra particolare competenza (abbiamo per esempio un negozio su strada di articoli da regalo e vogliamo acquisire clienti online).

Una volta effettuata questo tipo di indagine per capire il target, i potenziali clienti e soprattutto la probabile richiesta di un particolare prodotto, avremo un quadro chiaro della situazione per valutare la fattibilità o meno di un progetto e-commerce.

Per quanto riguarda la concorrenza, anche in questo caso l’ equazione è semplice:

+NICCHIA= MENO CONCORRENZA=PIU’ POSSIBILITA’ DI ACQUISIRE CLIENTI

Questo vuol dire che essere presenti in un particolare settore, unico magari, ci permette di avere campo libero e minore concorrenza. Attenzione però: rispetto a beni di largo consumo, un ipotetico e-commerce, per esempio  di prodotti dietetici, avrà sicuramente un target di clienti più ristretto,  ma sicuramente più interessati a quello specifico prodotto; avere 1000 visitatori su un e-commerce o bazar online generalista è  diverso da averne 1000 su un sito che vende esclusivamente marmellate biologiche, per fare un esempio.

Ecco quindi perchè è preferibile scegliere uno specifico settore, una nicchia di mercato particolare, a meno che , come detto in precedenza, non si hanno grosse risorse e la possibilità di investire cifre considerevoli per entrare in un mercato più vasto.

Nella seconda parte, faremo una panoramica sulle questioni tecniche, dalla scelta di una piattaforma e-commerce alla realizzazione pratica, dall’ organizzazione alla promozione online.

 

 

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