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La fine del mondo come la vedo io.

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Personalmente non ho mai creduto alla fine del mondo di questo 21.12.2012; ma nemmeno mai mi ha sfiorato la paura o il dubbio, nemmeno per l’anticamera del cervello. E non riesco ancora a capire come molte persone siano state prese da questa isteria collettiva.

Sarà colpa dei media, di superstizioni, suggestioni e sicuramente, e soprattutto di tutto quello che è ruotato intorno a questa data e al calendario Maya, a scopo di lucro e popolarità. Siamo noi stessi gli artefici del nostro destino, con i nostri comportamenti e il nostro modo di vivere; la fine del mondo non verrà mai così, da un giorno all’altro (forse un cataclisma tra migliaia di anni, forse si) ma per quel che ci riguarda, a noi, alla nostra generazione e ai nostri figli, non sarà così.
La fine del mondo nel senso stretto della frase, è interpretata male, semplicemente perchè non esiste. Ma paradossalmente c’è perchè, tutto cio’ è già in atto, conseguenza matematica del comportamento dell’ uomo su questa terra.

Non è la fine del mondo per tutti i bambini che muoiono di fame nel terzo mondo?
Non è la fine del mondo per tutti quei popoli che subiscono soprusi, vittime di guerre e di dittature?
Non è stata la fine del mondo per tutte le vittime di guerra, militari, civili, in nome di interessi economici?
Non è stata la fine del mondo per tutte quelle vittime suicide, per mancanza di lavoro o per uno stato di malessere dovuto a diversi fattori?
Non è la fine del mondo perdere una persona cara, vittima di un pirata della strada o del rapinatore di turno?
Non è la fine del mondo quando un ventenne puo’ entrare in un aula scolastica e sparare all’impazzata, facendo una strage  di bambini?


La fine del mondo c’è , ma non in questo modo tanto discusso negli ultimi mesi e anche anni. La fine del mondo c’è per chi muore, ma anche per chi soffre, lancinato dal dolore.

Allo stesso tempo pero’ ogni azione ha le sue conseguenze dovrebbe portare ad una reazione, dettata da una grande forza di volontà e dalla nostra energia interiore. Chi perde una persona cara, chi soffre per un grande dolore, non puo’ e non deve lasciarsi abbattere, ma piuttosto lottare e andare avanti per invertire e ripartire da quella che potrebbe sembrare la fine del mondo, ma non lo è.
Oppure, chi perde il proprio posto di lavoro, dovrebbe lottare con tutte le sue forze per i propri diritti e per la propria dignità umana, senza lasciarsi andare passivamente ed accettare tutto o niente per poi magari farla finita.
Certo è facile a dirsi e scriverlo qui così, in questo modo ma “E” come un dito puntato in alto verso il cielo e.. non ti concentrare sul dito o perderai tutta la celestialità della scena!!”.

Il concetto è quindi ben piu’ ampio, in un insieme di situazioni che unite ci danno un quadro chiaro di quello che realmente sta accadendo al nostro mondo.

Mi ha sempre affascinato, soprattutto da ragazzo, il mondo degli insetti, le formiche laboriose, le api ecc.. Pensavo allora a come poteva essere e come vivevano il loro mondo, un mondo molto piccolo per noi ma grande per loro e facevo il confronto tra il loro e il nostro: non è che per caso un giorno qualcuno o qualcosa ci schiaccerà come facciamo noi con una mosca o uno scarafaggio? Non potrebbe essere tutto proporzionato, in una scala vitale che va dal piu’ piccolo microrganismo al piu’ grande? Non è che questo piu’ grande sia la madre terra?

Il cancro,  che colpisce milioni di persone, altro non è che un insieme di cellule impazzite, organismi a se stanti infinitamente piccoli che, tranne in alcuni casi, distruggono e spengono una vita.
Non è che per caso noi siamo il cancro di questa terra? Vuoi vedere che siamo noi stessi cattivi quando schiacciamo una colonia di formiche e autodistruttivi quando succhiamo avidamente le risorse della nostra terra, senza tenere conto di quella naturalezza e spontaneità e di quel ciclo di riproduzione caratteristico del resto degli essere viventi?

“E’ nella vostra natura autodistruggervi”.

Fonte immagine: Kasfear.deviantart.com

Abbiamo sperperato, saccheggiato, ucciso, derubato (anche dei diritti).. abbiamo preso cattive abitudini..
Siamo andati a costruire sui dirupi soggetti a frane quando allo stesso tempo abbiamo bruciato milioni di ettari di boschi. Abbiamo costruito campeggi e abitazioni vicino ad un torrente, quando il fiume prima o poi si riprende il suo letto.
Ci siamo indebitati con le banche perchè volevamo la macchina lussuosa o la vacanza alle Maldive.
Abbiamo sognato ad occhi aperti davanti la televisione, incantati da quei modelli e stereotipi che ci vengono proposti ogni giorno.
Il mio vecchio diceva sempre “Non state li impalati a guardare la televisione che vi rimbambisce”. Nella sua ignoranza, aveva ragione, eccome. Vuoi vedere che i nostri avi ne sapevano piu’ di noi?
Ecco chi siamo e dove stiamo andando, verso l’ autodistruzione, altro che calendario Maya.

Ma, e qui ritorniamo al discorso precedente, come vediamo la fine del mondo quando ci accade qualcosa di brutto, la perdita di una persona cara, una tragedia e via dicendo e cerchiamo di reagire, allo stesso modo dobbiamo farlo per il mondo che ci appartiene e che lasciamo alle future generazioni, cambiando mentalità e modo di vivere, rinunciando al superfluo e apprezzando principalmente le piccole cose e quello che ci accade ogni giorno.

Diversamente lasceremo l’ oblio e la desolazione alle generazioni future che, se sopravviveranno o comunque fin quanto saranno in vita, non potranno far altro che maledirci per il nostro egoismo e per il futuro che gli abbiamo lasciato.

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