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Lamiampresaonline.it, ecco come la vedo.

Lamiaimpresaonline.it è un nuovo servizio rivolto alle piccole e medie aziende desiderose di affacciarsi sul web con un proprio sito o e-commerce. Il progetto, che vede la partnership di Google, Pagine Gialle, Register e Poste Italiane, offre un sito gratuito per un anno ai possessori di partita iva, con la possibilità di provare gratuitamente per 3 mesi anche l’ e-commerce. Dopo il primo anno l’ hosting offerto da Register.it diventa a pagamento, con una quota annuale di circa 230 euro, mentre se si vuole mantenere l’ e-commerce bisogna aggiungere circa 67 euro a trimestre.

La mia impressione online

No, non ho sbagliato a scrivere il sottotitolo qui sopra, perchè la mia impressione è che questa non è altro che un operazione di marketing per incentivare le imprese all’ utilizzo dei servizi che diventano comunque a pagamento quali spedizioni, hosting e pubblicità su Google; niente di male intendiamoci, ma nulla a che vedere con un progetto e una pianificazione di visibilità su internet, che prevede studi e analisi di mercato accurate per poter realmente avere un nuovo canale di comunicazione per la propria azienda. Certo c’è il vantaggio che si ha un sito gratuito per un anno, con la possibilità alla scadenza di trasferirne il dominio altrove (e a tal proposito mi chiedevo proprio se nel caso era possibile farlo prima, ma mi pare di no) ma in sostanza si tratta di semplici paginette con qualche foto, contenuti, che in ogni caso è il cliente stesso che deve provvedere a realizzare e curare.

Niente di speciale, dunque, e niente che si possa adattare a esigenze particolari e tantomeno a progetti piu’ ambiziosi; la mia impresa online è fondamentalmente indicata per i piccoli imprenditori che vogliono avere una piccola vetrina online, che diventerà pressocchè inutile in assenza di sviluppo, supporto e competenze specifiche.

Quello che mi lascia perplesso, nonostante l’iniziativa possa far avvicinare parecchie persone al web e al marketing online, è di come spesso venga sminuito e sottovalutato il lavoro che possono svolgere le web agency e i professionisti del settore, proponendo un  servizio che già in precedenza si è rivelato fallimentare in Gran Bretagna.

Allo stesso modo, credo che molte web agency di settore dovranno rivedere le loro politiche, offrendo una maggiore varieta’ di servizi su misura e proporzionate per il cliente, ma questo non perchè adesso ci sarà piu’ concorrenza per via di lamiampresaonline con il timore di vedersi strappare una fetta di mercato, ma piuttosto per far avvicinare correttamente e realmente le piccole e medie imprese , che sono ad oggi l ‘ unica forza lavoro che mantiene ancora in piedi questo paese.

Fondamentalmente esistono tre tipi di imprese:

  • Quelle che sono propense a investire anche grossi cifre (e ben venga per tutti, lavoratori e imprenditori)
  • Quelle che vogliono spendere poco perchè non ne hanno i mezzi (vogliamo aiutarle a queste?)
  • Quelle che non vogliono spendere nulla (tanti saluti!!)

E quando parlo di spendere non intendo solo in mezzi o strumenti, ma anche in formazione aziendale  e consulenza; e dunque, se sulle prime siamo tutti d’ accordo che solo l’intervento di esperti e professionisti puo’ fare la differenza (e la fa) è sulle aziende che vogliono spendere poco che bisognerebbe concentrarsi, facendo proprio concorrenza a lamiaimpresaonline: in giro ci sono tanti ragazzi in gamba, freelance, designer ecc.. che sono in grado di mettere su un sito decente e funzionante, sicuramente migliore di quell’ obrobio che ho visto, e che potrebbero..sbarcare il lunario; poi ci lamentiamo che in Italia non c’è lavoro, ma questa è anche colpa nostra, che ci stiamo facendo fregare la minestra da sotto il naso.

E non venitemi a dire che non bisogna svendersi , perchè non si tratta di questo; qui si tratta di rivedere ed adeguarsi al mercato, proponendo il nostro senza ovviamente comprometterne la qualità.

In conclusione, rimarrebbero le aziende che non vogliono spendere nulla, giusto?  Queste ultime, se vogliono sopravvivere devono comunque provarci, in un modo o nell’ altro, e magari diventano quelle che spendono poco..e poi magari diventano quelle che spendono grosse cifre! Voi che dite?

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