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Siamo complicati, difficili, chiacchieroni, spreconi, stupidi e folli.

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La via piu’ breve tra due punti è una linea retta, questo è un dato di fatto; niente curve, niente giri strani o deviazioni varie, niente di niente, dritti alla meta o all’ obiettivo da raggiungere.

La praticità, semplicità e immediatezza, semplifica la vita di tutti e migliora la produttività personale e la produttività personale moltiplicata per 60 milioni di persone, migliora la produttività, e quindi autonomia di un paese come l’Italia.
Purtroppo la realtà attuale è ben diversa; l’ esempio della linea retta tra due punti calza a pennello per il concetto semplice che vorrei esprimere.
Il nostro paese è quello dove esistono piu’ leggi e decreti in assoluto, spesso e volentieri in contrasto tra di loro, una sorta di matassa infinita che non ha ne capo e ne coda, ma che allo stesso tempo ha fatto la fortuna di quei pochi che le hanno concepite o degli addetti ai lavori.

Siamo un paese complicato e difficile, chiacchierone e tendente a procrastinare, dove le spese le fanno, come sempre, i cittadini onesti. Basti pensare alla lentezza della giustizia che a causa di una miriade di cavilli burocratici, leggi, decreti e articoli vari del codice penale e civile, ha fatto la fortuna di avvocati, notai e chicchessia, che per la maggior parte ci sguazzano dentro come fosse la cosa piu’ naturale di questo mondo.

C’è una legge per condannare un delinquente ma c’è anche quella che lo fa scarcerare. C’è una legge che tutela i lavoratori ma da qualche parte ce n’è un altra che crea una trafila infinita di pratiche, facendo perdere un sacco di tempo con risultati spesso negativi.
C’è una legge che stanzia finanziamenti per le aree disastrate o disagiate, ma il denaro si ferma da qualche parte perchè c’è questo o quel cavillo che non permette che vengano erogati ( e chissà dove cazzo vanno a finire questi soldi, se ci sono ovvio).

Come è possibile una cosa del genere?

E’ che siamo un paese complicato come detto, è nella nostra cultura per certi versi, che attinge alle nostre radici piu’ antiche ma che è mutata nel tempo a causa di abitudini, modi di pensare e invenzioni che nel corso degli anni ci hanno portato allo stato in cui siamo.
La lingua italiana, che io amo molto per carità, così come il mio paese, è quella piu’ difficile da imparare e allo stesso tempo quella contenente piu’ termini in assoluto, spesso superflui.
I nostri dizionari sono i piu’ pesanti al mondo come i mattoni che vedo spesso negli zainetti degli studenti. Siamo complicati e spreconi.
Ci piace giocare con le parole, gli eufemismi, creando spesso dei paradossi incredibili degni di un film di fantascienza. Basti pensare che solo una frase o una semplice parola, manipolata a dovere e interpretata in modo diverso, puo’ cambiare le sorti di un processo giuridico.

Abbiamo ancora terre e coste incontaminate ricche di prodotti naturali e risorse ittiche, ma continiuamo ad acquistare carne rossa importata e proveniente da chissà dove, intasando le nostre strade. Siamo complicati e stupidi.

Andiamo al supermercato senza le idee chiare e una lista della spesa, girovagando tra i reparti per cercare questo e quello e arriviamo a spendere il triplo di quello che ci eravamo prefissati. Siamo complicati e spendaccioni.

Siamo un paese dove ci sono persone che fanno la fame, anziani abbandonati a se stessi con una misera pensione, giovani e padri di famiglia senza un lavoro; abbiamo le tariffe energetiche piu’ alte d’europa, il caro benzina, l’ assistenza sociale e sanitaria quasi inesistente…
E noi che facciamo? Ci ostiniamo a guardare le partite di calcio o i reality show, a comprarci il telefonino di ultima generazione, ad andare al lavoro in auto piuttosto che prendere un tram o la bicicletta, mantenendendo al potere e al vitalizio questa banda di cialtroni politici che da oltre 30 anni ci prendono per il culo e che si sono mangiati l’Italia.
Siamo complicati, difficili, chiacchieroni, spreconi, stupidi e folli!!

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